Shooting in TFCD

Per rinnovare ed ampliare il proprio portfolio a volte i fotografi usufruisco della modalità di pagamento / retribuzione TFCD o TFP, perchè ritengo che si possono ottenere ottimi risultati vantaggiosi per entrambi, primo fra tutti la possibilità del fotografo di realizzare degli studi (sulla luce, d’arte, o di un nuovo genere…) e della modella di aggiornare il suo book con nuovi scatti di differenti fotografi per renderlo il più completo possibile.
Senza scambi di denaro, ma scambi di professionalità.
Per chiarezza vediamo cosa la modella e il fotografo si scambiano:

La modella ci mette:
- 1 giorno (time) di posa per lo shooting
- eventualmente il biglietto del treno o la benzina per raggiungere la location

Il fotografo ci mette:
- 1 giorno (time) per gli scatti
- 2 giorni (more time) per la post produzione di una trentina di scatti
- la quota parte (money) dell’ammortamento di sala posa, attrezzatura, etc…
- le stampe o il CD

E poi c’è la parte di denaro (money) per make-up artist ed hair-stylist che a volte le parti concordano che sia a carico della modella, altre volte a carico del fotografo.
Quindi a conti fatti non è solo la modella ad impegnarsi in questo tipo di rapporto, ma economicamente il fotografo è quello che si impegna maggiormente.

Ricordiamo che il soggetto dovrà firmare una liberatoria che autorizzi il fotografo a poter utilizzare le foto per concorsi fotografici, pubblicazione cartacea, arricchimento proprio portfolio cartaceo o web, pubblicazione online riguardo a concorsi, etc...
Il diritto di utilizzo delle stesse si intende concesso senza limiti di tempo, a meno che non sia stata trasmessa richiesta scritta contraria a tale concessione, che fissi così un termine all'utilizzo delle immagini.
L'autore delle immagini si impegna a non fare uso alcuno che possa risultare lesivo della dignità o della reputazione del soggetto fotografato.

I vantaggi di un sito multilingua

Sempre più spesso le aziende sentono la necessità di aprire le porte al mercato estero, soprattutto in momenti di crisi del mercato nazionale.
Il modo più immediato e meno costoso per farlo, è quello di avere un sito internet professionale multilingua.
Ecco i vantaggi:

- ampliare l'attività e farla conoscere a mercati diversi dal nostro
- acquisire maggiore importanza e prestigio agli occhi dei motori di ricerca
- aumentare il bacino di potenziali clienti con la possibilità di incremento del business

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Cos’è la Native Advertising?

L’obbiettivo principale della Native Advertising è quello di “immergere” un contenuto pubblicitario all’interno del contesto.
Pertanto il messaggio pubblicitario viene confezionato sapientemente ed assume le stesse sembianze del contenuto diventandone parte integrante, con l’obiettivo di catturare l’interesse dei lettori.
Tale tecnica pubblicitaria fonde il contenuto e i messaggi pubblicitari all’interno del contesto editoriale in cui vengono collocati, e si distingue dal pubbliredazionale grazie all’esplicitazione dell’inserzionista.

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Partecipi ad una Fiera? Allora spargi la voce…

social_media consulenzafiera.comHai mai pensato di utilizzare i Social Media per promuovere la tua azienda durante un evento fieristico al quale parteciperai?
Oggi é comune che le aziende abbiano un proprio account sui diversi social e raggiungano il loro target in modo efficace.
 E’ corretto quindi usarli anche in tutte le occasioni di promozione, e in questo caso anche riguardo alla fiera.
La presenza sui social media deve sempre essere integrata con l’intero piano marketing.

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Utilizzo dei cookies

In relazione alla normativa Garante per la privacy – con Provvedimento Generale dell’8 Maggio 2014 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 Giugno scorso e intitolato “Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie”) ha indicato a tutti i titolari del trattamento le regole semplificate in materia di rilascio dell’informativa e di acquisizione del consenso alla operatività dei cookies di profilazione, fissando termine di un anno (entro cioè il 3 Giugno 2015) ad imprese, gestori di siti, terze parti, etc per implementare tali prescrizioni (è opportuno ricordare che l’inosservanza dei provvedimenti generali adottati dall’Autorità Garante per la privacy è punita con una sanzione amministrativa da 30mila a 180mila Euro).
Da una prima analisi è emerso che solo una minoranza dei siti è a norma.

Per maggiori info consultate:

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

Mi raccomando il 3 giugno 2015 è vicino, mettetevi in regola!

 

 

 

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